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Buon giorni amici e appassionati di vini e non.

Oggi vi raccontiamo il nostro pirmo “viaggio aziendale” in visita da clienti e alla scoperta di nuovi e sorprendenti vini naturali in quella parte della Sicilia che per tempo e distanze non possiamo visitare frequentemente.

Partenza ben prima dell’alba in una giornata che si prospetta soleggiata e piacevole. Qualcuno ha preso molto sul serio questo viaggio e ha preparato un dettagliato planning con arrivi e partenze, tempi di percorrenza, condzioni climatiche previste, attrazioni, degustazioni e visite varie.

Il gruppo è ben assortito e capitanato dal Rosario Greco. Ci sono la bellissima e unica donna del gruppo Maria Rosaria, responsabile amministrativa, Antonio il poliedrico e efficiente responsabile del magazzino e della logistica e gli agenti non segreti Pippo e Domenico.

Prima tappa presso un’azienda con cui lavoriamo: Azienda Vinicola Barone di Serramarocco.

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E qui bisogna spendere alcune parole. L’azienda ha sede a Fulgatore in provincia di Trapani. Trapani, con Marsala, Erice e Salemi, costituisce, da secoli, uno dei comprensori più interessanti per la coltivazione della vite nel Mediterraneo, che in alcune zone raggiunge i seicento metri su livello del mare. Un territorio, che nella prima metà del 1800 superava i 15.000 ettari di vigneti ed era noto come un agglomerato di domini feudali particolarmente vocati alla coltivazione della vite. In queste terre, nascono i vini di Serramarrocco. L’elevata escursione termica e le brezze marine provenienti dalla costa, concorrono a moderare le temperature estive del luogo ed a mitigarne gli inverni. Le ideali condizioni micro-climatiche, unite alle caratteristiche pedologiche dei terreni, consentono di produrre vini di propria componente organolettica e di rara eleganza. Ad oggi, i vitigni coltivati sono: Pignatello, Nero d’Avola, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Zibibbo, Grillo ed altre varietà autoctone a scopo sperimentale.

Al nostro arrivo presso l’azienda Vinicola Barone di Serramarrocco siamo stati accolti dalla proprietà con una piacevole e seducente degustazione seguita da una visita al tramonto dei vigneti da lasciare, a dir poco, senza fiato per l’incantevole spettacolo naturale. E forse anche per un’eccesiva degustazione!

Il secondo giorno del tour prevedeva (testualmente da planning) aperitivo vista mare presso lido boeo con relativo bagno e “pregasi munirsi di telo mare, infradito e occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero”. Ovviamente come ogni buon tour aziendale aperitivo e bagno sono saltati per mancanza di tempo. E quindi siamo partiti alla volta di Amaro Punico  per una visita allo stabilimento. Dopo un notevole pranzo abbiamo visitato l’azienda e appreso interessanti notizie sulle modalità di produzione del limoncello e dell’amaro punico. Per raccontare l’azienda niente di meglio e più appropriato della intro del sito:

“Socchiudi gli occhi ed ascolta…
quando l’azzurro intenso del mare incontra Capo Boeo,
puoi sentire le voci dei popoli che hanno reso
splendida la Sicilia, mentre il vento ti porta sulle labbra
le migliori essenze del Mediterraneo. Questo è il gusto di Amaro Punico:
un macerato millenario di suggestioni, il racconto
secolare di una terra narrato con originalità
da un’intera famiglia, con la sapienza di un uomo
ed i suoi cinquant’anni di esperienza.”

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Terza tappa del viaggio la visita di una nuova cantina che oggi è a tutti gli effetti “nella valigia di Bacco”. L’azienda vinicola Barraco. Grande accoglienza, familiarità e una piacevole giornata tra wine tasting e visite. Il carattere artigianale dell’azienda Barraco è garantito dalle sue piccolissime dimensioni e dal controllo esclusivo, da parte del solo produttore, delle fondamentali pratiche agronomiche ed enologiche. Questa condizione permette continue ricerche e sperimentazioni finalizzate al raggiungimento di una interpretazione del vino sempre più fedele al luogo, al microclima e all’esperienza umana che lo producono. “L’idea aziendale non è quella di un vino “perfetto”, ma di un vino riconoscibile per la sua personalità, in cui le note dissonanti partecipano prepotentemente alla caratterizzazione dello stesso. Per raggiungere tale obiettivo si evita accuratamente l’omologazione apportata dall’intervento di tecnici, affidandosi alla complessità e variabilità della natura.” L’artigiano del vino Nino Barraco.

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E il viaggio continua…

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